Pare che non ci sia un inizio. C'è un inizio per tutto, ma non per questo. Come si dice, c'è sfuggita di mano. Forse molto lentamente, ma c'è comunque sfuggita di mano. La politica intendo. Perchè non è una questione di economia. Tutto questo dipende dalla politica e niente più. Credo di non essere l'unico a pensarla così. L'altro giorno ho letto sul giornale di un muratore che si è dato fuoco dopo aver lasciato questo messaggio: ho pagato le tasse. Un altro tizio, un imprenditore, è andato in cucina di buon mattino e si è infilato una lama di venti centimetri nella gola, appena sotto il mento, come se fosse un capretto. Un altro, ho letto, dopo aver baciato la moglie si è lasciato andare nel vuoto dal tredicesimo ed ultimo piano di un palazzo, era un imprenditore. Ogni giorno si trovano notizie del genere. Be', se non c'è un inizio spero ci sia una fine veloce. L'uomo si uccide da sempre, è vero. Ma non solo per questo. Stiamo assistendo alla carneficina. E il carnefice silenzioso e colto rimanere impassibile dinanzi alla tragedia. Non so cosa farei al suo posto, ma posso immaginarlo. Certo non direi faccio solo il mio dovere. Non è così che mi sentirei più pulito. Qui pare a me che siamo tutti troppo sporchi, e chi non ne parla è un verme, un posapiano, un ignorante e compiaciuto sempliciotto. Questa storia deve finire. Come tanti altri, religiosamente, concordo sul dare a Cesare quel che è di Cesare. Fino a quando non inizia a chieder teste.
moscerino
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